PHILOSOPHY – Schopenhauer



Arthur Schopenhauer was deeply influenced by Buddhist thought and is in many ways the West’s answer to it: he too tells us to reign in our desires and adopt a consolingly pessimistic attitude to our struggles. Please subscribe here:
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Author: "Osnabrücker Wissensforum" der Universität Osnabrück

40 thoughts on “PHILOSOPHY – Schopenhauer

  1. he is clearly no sage, his idea of humans being controlled by the will to life arose from his own struggles with shallowness, he seeked fame and fortune

  2. What seems to eluded Schopenhauer is the fact that a sage can still enjoy the directive of the species.

    I mean, yeah, love and sex is with the inate purpose of giving birth.

    Who doesn't enjoy the feelings of love and sex?
    A sage should enjoy them even more knowing how they work and how to tweak them…

  3. "To marry is to do everything possible to become an object of disgust to eachother."
    Sounds like he didn't get the idea of marriage.

    Life is full of objects of disgust. When you find a proper partner for life, marriage is just a formality for that teaming up between 2 individuals, even better if they are 2 sages.

  4. In my opinion,schopenhauer was an absolute realist.
    us humans will use any tool,to distract us,from this meaningless torturous existence.
    Schopenhauer’s outlook on life,was too deeply real,for the average human to accept.
    I on the other hand
    can fully respect
    articulate/comprehend,
    Schopenhauer’s view(s) about this world.

  5. That "balanced children" discourse is bs, but yeah philosophers will always get excited with these sorts of ideas at some point. They'll find something that kind of makes sense intuitively, and then go all-in without checking anything.

  6. As though a man watching and thinking of how other men live isn't himself a "mole" and that his will to life was to understand it and his "procreation" was his philosophy. I see why Nietzsche didn't like him.

  7. However, Schopenhauer discovered Eastern thought only after he had already arrived at his philosophy in response to his readings of Locke, Berkeley, Hume and Kant in his early 20s. Also have to say overall this is a pretty shallow and one-sided description of Schopenhauer's thought considering how you never discuss his absolute dependence on the philosophy of Kant. Which is where his brilliance really lies and which philosophical thinking kne can emmerse one's self in without falling into Schopenhauer's pessimism. Not sure why anyone would ever want to read Schopenhauer after your shallow rendering of it here.

  8. "The world is not a piece of machinery and animals are not manufactured for our use. Such views should be left to synagogues and philosophical lecture-rooms, which in essence are not so very different." – Arthur Schopenhauer

  9. IL NOUMENO DELLA DONNA di Schopenhauer

    Cari filosofi leggo Schopenhauer e mi faccio delle domande che vorrei porvi.

    Prima di tutto partiamo dall'assunto che tempo e materia (teoria della relatività di Einstein) sono equivalenti e poi iniziamo a leggere

    «La vera filosofia deve in ogni caso essere idealista: anzi deve esserlo, se vuole semplicemente essere onesta. Perché niente è più certo, che nessuno può mai uscire da se stesso, per identificarsi immediatamente con le cose distinte da lui: bensì tutto ciò che egli conosce con sicurezza, cioè immediatamente, si trova dentro la sua coscienza. […] Solo la coscienza è data immediatamente, perciò il fondamento della filosofia è limitato ai fatti della coscienza: ossia essa è essenzialmente idealistica.»

    (Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione,

    Allora secondo Schopenhauer esiste una COSCIENZA immediata cioè senza tempo e quindi IMMATERIALE con cui l'uomo si deve rapportare? Senza tempo? Cioè l'io si deve rapportare con la sua coscienza immediata senza fruire di processi temporali e quindi materiali?

    Quindi poi sosterrà che la causa è sufficiente per la conoscenza, ovvero

    il filosofo tedesco sostiene che la causalità rappresenta il principio di ragion sufficiente per il quale si può comprendere come il mondo dei fenomeni sia caratterizzato da quel totale determinismo materialistico 

    Non c'è una contraddizione di termini? Ovvero il principio per comprendere il determinismo materialista e quindi temporale (Einstein) è senza tempo?

    Ma allora perchè poi sempre secondo il filosofo tutto è veicolato dalla NECESSITÀ?
    1) necessità Fisica
    2) necessità matematica
    3) necessità morale
    4) nevessità logica

    Cioè un FENOMENO si comprende semplicemente mediante la CAUSA veicolata dalla NECESSITÀ? Ma allora la necessità che si sviluppa nel tempo (causa ed effetto ad esempio, o morale con la crescita) e che quindi è materiale veicola la comprensione di un fenomeno tramite la causa?
    Ma allora quale è il rapporto tra la CAUSA E LA NECESSITÀ? Ma allora non è un pò come ribadire il "mistero della dea Ananke"?

    Dopodichè la questione si ripropone nel rapporto tra noumeno (Cosa in sè) e fenomeno (rappresentazione della Cosa in sè)
    E il filosofo sostiene che

    "Se fossimo solo esseri conoscenti, rappresentanti, non potremmo mai scoprire la cosa in sé. Ma noi siamo anche corpo, che per il soggetto conoscente non è soltanto un oggetto come gli altri ma esso è
    «anche qualcosa di immediatamente conosciuto da ciascuno e che viene designato con il nome di volontà"

    Cioè a dire la CAUSA è la VOLONTÀ (di vivere) che è sufficiente a conoscere il noumeno materiale dell'oggetto in quanto racchiude in sè la necessità di conoscerlo. Quindi la VOLONTÀ è ISTANTANEA E QUINDI IMMATERIALE?

    Come al solito Voi filosofi mi sembra che cerchiate di liberarvi della materia o cerchiate di separarvi in qualche modo davessa. Il filosofo tedesco parlava di "una testa d'angelo alata senza corpo"

    Sempre il filosofo sosteneva che attraverso l'esperienza di sé stessi come corpo l'uomo può giungere al noumeno, alla cosa in sé senza ricorrere alle forme a priori della conoscenza.
    Ovvero può "squarciare il velo di Maya che separa l'io dal noumeno"

    E QUINDI
    La materialità dell'io, la sua attività («l'azione del corpo non è che l'atto della volontà oggettivato») ci mostra due facce diverse:

    una esteriore, quella che si offre alla rappresentazione per cui esso appare corpo

    una interiore per cui esso si svela come tendenza, sforzo, brama di vivere, volontà di vivere, volontà che s'identifica con quella realtà extra fenomenica di cui parlava Kant 

    Ma allora esiste SOLO UNA VOLONTÀ DI VIVERE? SE PER PLATONE UNO È MOLTEPLICE non esisterà solo la volontà di vivere, ma anche quella di uccidere, o quella di amare, o di godere, o di procreare….

    Per esempio applichiamo le Idee di Schopenahuer nella scoperta del noumeno della Donna. Un noumeno che si rispetti deve avere in corrispondenza un fenomeno. Ora il fenomeno più comune associabile (almeno fino a tempo fa) ad una donna era la procreazione, ovvero il nascituro.

    Allora la volontà che è causa incausata che spiega secondo Schopenhauer la materialità del "noumeno Donna" dovrebbe essere la volontà di procreare.
    Ma allora rompere il velo di Maya della Donna significa denudarla per poi penetrarla e procreare?
    Non è un pò un processo ingenuo?
    Cioè voglio dire il METODO DI SCHOPENHAUER ci porta a scoprire il noumeno procreativo della Donna o un altro? anche qui il noumeno non può essere Uno e Molteplice?
    Se il metodo è valido non dovrebbe essere falsificabile.
    Ovvero se per esempio la Donna si veste di un velo di Maya (o non di Maya) diverso, allora nel romperlo dovrei trovare lo stesso identico noumeno.

    Voglio dire se la donna utilizza un altro velo (che so un paio di mutandine di pizzo colorate, delle autoreggenti di un certo tipo etc.) nel squarciare tale velo trovo lo stesso noumeno della stessa Donna?
    Non è che squarciando il velo trovo ad esempio il noumeno del piacere della Donna e non quello procreativo? O magari gioco per gioco potrei trovare il noumeno dell'uomo?

    Ditemi quello che volete ma a me sembra che il metodo di Schopenhauer non sia il metodo più valido per trovare il noumeno. A me sembra che questa filosofia di Schopenhauer, per quanto interessante, non sia considerabile perlomeno in prima istanza onesta, perlomeno da un punto di vista intellettuale, poi magari può essere stimolante, attraente.

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